Memento Mori: non perdiamo di vista cosa è importante nella vita
Non è la prima volta che scrivo sulle similitudini tra Buddhismo e Stoicismo.
Una visione negativa della vita?
Spesso, chi si imbatte per la prima volta nella locuzione “Memento Mori” la interpreta come una visione negativa della vita, invece l'intento è esattamente l'opposto: ricordati che la vita è breve, quindi vivila al meglio e con consapevolezza.
Spesso tendiamo a vivere come se avessimo un tempo infinito a disposizione, agendo come se la nostra vita non avesse una scadenza. Questo atteggiamento si riflette nel modo in cui procrastiniamo, rimandiamo decisioni importanti o lasciamo che le giornate scorrano senza dar loro un vero significato. La nostra mente, in qualche modo, cerca di ignorare la realtà della mortalità, alimentando l'illusione che ci sia sempre un domani per fare ciò che desideriamo.
“Memento Mori” ci aiuta a ricordare che in realtà il nostro tempo è limitato, e quindi dobbiamo usarlo al meglio.
Le parole di seneca
Seneca ci invita a bilanciare: riconoscere la brevità della vita non per temere la fine, ma per vivere pienamente e con urgenza ciò che davvero conta, senza perdere di vista ciò che è essenziale. La frase esorta a vivere con saggezza, gestendo meglio il nostro tempo e le nostre energie, evitando di farci dominare dalle paure e dai desideri fugaci.
L’equivalente Buddhista
Maranasati è una meditazione Buddhista che si traduce come "consapevolezza della morte" che ricorda molto il concetto di “Memento Mori” degli stoici.
Si può praticare in molti modi; ad esempio, il Buddha incoraggiava i suoi discepoli a visitare i cimiteri, che all’epoca erano a cielo aperto, per contemplare la morte osservando i corpi dei defunti.
Oggi non siamo più abituati a queste scene, e non so dire se sia un bene o un male, visto che tendiamo a ignorare la morte e a vivere come se non ci riguardasse mai.
Nel Buddhismo questa pratica veniva e viene ancora usata per esortare i praticanti a non perdere tempo e praticare con la massima diligenza: sai che la sofferenza è presente e sai anche qual’è la via di fuga, non perdere tempo, dato che il tempo a tua disposizione non è infinito.
PEr me questi due concetti molto simili sono come una bussola
Ho dedicato abbastanza tempo ai progetti per me davvero importanti?
Ho dedicato tempo alle persone che sono importanti per me?
Ho usato il mio tempo al meglio, oppure l’ho sprecato?
Soprattutto quest’ultima domanda non vuol dire che devo lavorare incessantemente, ma magari invece di sprecare il mio tempo a guardare social media, posso spendere quello stesso tempo accanto alle persone che amo, o facendo attività di gran lunga più soddisfacenti.
Un modo per portare alla nostra attenzione le cose giuste può essere quello di domandarsi: "Se dovessi morire domani, come userei il tempo che mi resta? avrei rimpianti?"
Quando parlo di “cose giuste”
Quando dico che dovremmo dedicarci alle “cose giuste”, non intendo dire che esista una verità assoluta su cosa sia giusto fare e cosa no. Piuttosto, è un invito a portare consapevolezza nella nostra vita, per comprendere cosa conta davvero per noi, poiché è facile perdersi negli impegni e nelle preoccupazioni quotidiane.
Liberazione dalla Sofferenza
Se stai leggendo questo blog, forse conosci già il concetto di sofferenza Buddhista e magari pratichi meditazione, o intendi iniziare, proprio con l'intento di ridurre la sofferenza nella tua vita. Personalmente, trovo che sia un ottimo obiettivo da perseguire, e locuzioni come 'Memento Mori' mi aiutano a non perdere di vista questo obiettivo, che per me è molto importante.
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